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Fusione AMT-ATP, Bucci sentito come persona informata sui fatti, dieci indagati per truffa e ostacolo ai controlli

L’inchiesta della Procura di Genova coinvolge vertici ed ex dirigenti delle aziende di trasporto pubblico. Al centro dell’indagine un presunto indebito finanziamento di 4,5 milioni di euro. Esposto presentato da Autoguidovie

Il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, è stato ascoltato dalla Guardia di Finanza come persona informata sui fatti nell’ambito dell’inchiesta sulla fusione tra AMT Genova e ATP Esercizio, la società che gestiva il trasporto pubblico nel territorio metropolitano. L’indagine, coordinata dalla procuratrice aggiunta Patrizia Petruzziello, vede dieci persone indagate per truffa, truffa ai danni dello Stato e ostacolo all’attività di controllo dell’Autorità di vigilanza.

Tra i destinatari degli avvisi di garanzia figurano Ilaria Gavuglio, attuale direttrice generale di AMT, Enzo Sivori, ex presidente di ATP e oggi vicepresidente di AMT, e Marco Beltrami, ex presidente dell’azienda genovese di trasporto. Le indagini toccano anche altri sindaci, ex amministratori delle due società e una dirigente del Comune di Genova. Gli indagati sono difesi, tra gli altri, dagli avvocati Andrea Andrei, Massimo Boggio, Massimo Ceresa Gastaldo, Giuseppe Sciacchitano e Sabrina Franzone.

Le accuse

Secondo l’ipotesi accusatoria, gli indagati avrebbero agito “con artifici” per indurre in errore l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM) e, indirettamente, il Ministero dell’Economia, ottenendo indebitamente finanziamenti pubblici per oltre 4,4 milioni di euro.

In particolare, la Procura contesta la falsa rappresentazione delle finalità dell’aumento di capitale di ATP, presentato all’AGCM attraverso un business plan ritenuto non veritiero. In questo modo – sostiene l’accusa – AMT avrebbe potuto anticipare ad ATP due milioni di euro, formalmente destinati a un futuro aumento di capitale, ma in realtà utilizzati da ATP per sanare debiti pregressi, aggirando così i vincoli imposti dall’autorità antitrust.

L’origine dell’inchiesta

L’indagine è partita da un esposto presentato da Autoguidovie Spa, azienda privata lombarda operativa nel settore del trasporto pubblico e socia di minoranza di ATP. La società si era sempre opposta alla fusione con AMT, promossa dalla Città metropolitana di Genova, e ha denunciato di essere stata “truffata dall’operazione”, che avrebbe leso i propri interessi economici e violato le regole della concorrenza.

Le prossime tappe

L’inchiesta, ancora in fase preliminare, punta ora a chiarire il ruolo e le responsabilità dei soggetti coinvolti, mentre il materiale acquisito – tra cui verbali societari, atti di fusione e documenti trasmessi alle autorità – è al vaglio della Guardia di Finanza e della Procura. Al momento, la posizione di Bucci non risulta indiziaria, ma il suo interrogatorio potrebbe fornire elementi utili alla ricostruzione del contesto politico-amministrativo dell’operazione.

L’inchiesta coinvolge due aziende cardine per la mobilità nel capoluogo ligure e nell’intero territorio metropolitano, e potrebbe avere conseguenze rilevanti anche sull’assetto e sulle future strategie del trasporto pubblico locale.


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